Tutti ne parlano, anche il quotidiano Repubblica ha scritto un articolo “Vivere (bene) senza denaro, La moneta a chilometro zero“: e’ “sardex” la moneta che non è moneta, nel senso che non esiste fisicamente ma esiste solo su un server.
Con il Sardex si possono comprare beni e servizi. Come funziona? Rispendi nel circuito quanto dal circuito hai ricevuto. Quando un’azienda entra nel circuito le vengono assegnati dei sardex: “e’ praticamente un prestito sul quale pero’ non si pagano interessi. I sardex assegnati a chi aderisce rappresentano l’importo di beni e servizi che ciascuno è disposto a vendere e a comprare nel circuito. Ogni sardex vale 1 euro e proprio perche’ non vengono pagati gli interessi nessuno ha interesse ad accumularli.
Gli operatori del network (broker) aiutano non solo a trovare all’interno del circuito nuovi clienti interessati ad acquistare i prodotti dell’azienda aderente, ma anche ad acquistare tramite il circuito ciò di cui l’azienda ha bisogno. Il tutto in un contesto di valorizzazione dei prodotti locali.
Fra poco anche i privati potranno entrare nel circuito. Mentre le aziende pagano una quota d’iscrizione, i privati dovranno fare un acquisto (in euro).
Qualsiasi movimento si faccia con l’euro, come con il dollaro, si crea, per la natura stessa della moneta, debito, e debito significa povertà. E’ per questo motivo che si cerca una moneta alternativa: questo tipo di moneta complementare come il sardex, le alternative currencies, sta prendendo piede nel mondo, ce ne sono centinaia, secondo il Wall Street Journal, con la crisi che stiamo vivendo, potrebbero rappresentare un possibile futuro dell’economia.
Al sardex si sono interessati anche i dirigenti della Banca Centrale dell’Ecuador che sono venuti in Sardegna per sviluppare il progetto e ingrandirlo, l’obiettivo e’ di transare il 10% dell’economia sarda, due miliardi e rotti di euro, in dieci anni.