Sardex.net, un’idea tutta sarda.

Tutti ne parlano, anche il quotidiano Repubblica ha scritto un articolo “Vivere (bene) senza denaro, La moneta a chilometro zero“: e’ “sardex” la moneta che non è moneta, nel senso che non esiste fisicamente ma esiste solo su un server.

Con il Sardex si possono comprare beni e servizi. Come funziona? Rispendi nel circuito quanto dal circuito hai ricevuto. Quando un’azienda entra nel circuito le vengono assegnati dei sardex: “e’ praticamente un prestito sul quale pero’ non si pagano interessi. I sardex assegnati a chi aderisce rappresentano l’importo di beni e servizi che ciascuno è disposto a vendere e a comprare nel circuito. Ogni sardex vale 1 euro e proprio perche’ non vengono pagati gli interessi nessuno ha interesse ad accumularli.

Gli operatori del network (broker) aiutano non solo a trovare all’interno del circuito nuovi clienti interessati ad acquistare i prodotti dell’azienda aderente, ma anche ad acquistare tramite il circuito ciò di cui l’azienda ha bisogno. Il tutto in un contesto di valorizzazione dei prodotti locali.

Fra poco anche i privati potranno entrare nel circuito. Mentre le aziende pagano una quota d’iscrizione, i privati dovranno fare un acquisto (in euro).

Qualsiasi movimento si faccia con l’euro, come con il dollaro, si crea, per la natura stessa della moneta, debito, e debito significa povertà. E’ per questo motivo che si cerca una moneta alternativa: questo tipo di moneta complementare come il sardex, le alternative currencies, sta prendendo piede nel mondo, ce ne sono centinaia, secondo il Wall Street Journal, con la crisi che stiamo vivendo, potrebbero rappresentare un possibile futuro dell’economia.

Al sardex si sono interessati anche i dirigenti della Banca Centrale dell’Ecuador che sono venuti in Sardegna per sviluppare il progetto e ingrandirlo, l’obiettivo e’ di transare il 10% dell’economia sarda, due miliardi e rotti di euro, in dieci anni.

Pensi di essere irresistibile?

Entri in un locale e improvvisamente un fulmine a ciel sereno: vedi lei in tutto il suo splendore e pensi “Deve essere mia!”.
E inizia il gioco della seduzione: sguardi, sorrisi, movimenti. Tutto contribuisce a circuire la preda e colpirla quando meno se l’aspetta.

Dicono che quando si vuole sedurre qualcuno lo sguardo è sicuramente una della armi più importanti da sfoderare. Comunichiamo interesse, passione, desiderio…
In particolare, sembrerebbe che uno scambio di sguardi intensi e ripetuti susciti interesse reciproco, aumentando le possibilità che tra i due nasca un’intesa e un feeling sessuale.

Ma in realtà sono tante le strategie che si possono attuare. Secondo te, quali sono le più efficaci?

Metti alla prova le tue capacità di seduzione con il gioco interattivo di Colmar Originals “The Seducer” http://theseducer.colmaroriginals.it: scegli la tua preda e prova a conquistarla! Sei davvero così irresistibile come credi?

Nuoro ricorda Salvatore Satta

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vrkU4G_Qa7I&autoplay=&fs=1&showinfo=0&showsearch=0&rel=0&]

Salvatore Satta nasce a Nuoro il 9 agosto del 1902 e muore il 19 aprile 1975 a Roma colpito da un male incurabile, giurista e romanziere


Laureato a Sassari in giurisprudenza nel 1924 con tesi sul Sistema revocativo fallimentare” pubblicò numerosi studi giuridici, tra cui il più importante è un monumentale Commentario al Codice di Procedura Civile”, un’opera in cinque volume; nel 1948 pubblica il manuale di “Diritto Processuale Civile” a lungo adottato come libro di testo di diritto processuale civile nelle più prestigiose università italiane.



Il talento di Satta da romanziere viene riconosciuto appieno dopo la sua morte. 
Lo si deve in parte anche alla sua famiglia che dopo la sua morte recupera in una vecchia agenda il manoscritto de Il giorno del giudizio”. Satta aveva iniziato a scriverlo nel 1970, non senza sofferenza, riesumando nella sua memoria le immagini degli abitanti, ormai quasi tutti morti, che “vivevano”, se così si può dire, a Nuoro, la città della sua infanzia. Il libro racconta infatti di personaggi della città tra i quali il padre notaio.

Il romanzo inizialmente  ignorato, è oggi tradotto in diciassette lingue, ed è considerato un’opera letteraria di grande spessore che riscuote ampi consensi da parte della critica più qualificata.

Altre opere sono “La veranda”, originata dall’esperienza trascorsa dallo scrittore in un sanatorio di Merano, sulla propria e altrui sofferenza e “De Profundis”, mirabile affresco sulla triste condizione umana, nato dalle riflessioni sulla negativa esperienza maturata durante il periodo del secondo conflitto mondiale.